venerdì 5 ottobre 2012

Come si controllano i vaccini?

Stefano Montanari
Un po’ mi secca perdere tempo per entrare in quella che sembrerebbe una polemica ma che, in fondo, polemica non è.
Come indicato nel post del 28 settembre, la rivista Il Salvagente  (n. 38 del 27 settembre) pubblica un servizio sui vaccini
qualcosa del quale è riportata nell’edizione messa in rete. L’edizione cartacea, decisamente più estesa, contiene un’intervista con la dottoressa Stefania Salmaso dell’Istituto superiore di sanità che, come c’era da attendersi, difende a spada tratta i vaccini e il loro impiego così come è fatto oggi....


Tralasciando alcune affermazioni che destano, quanto meno, perplessità e sui cui non voglio entrare, sono costretto a rispondere a qualcosa che è al limite del ragionevole e che mi pare piuttosto una robusta zappata sui piedi.
Cito verbatim la conclusione dell’articolo (pag. 41):
Ancora più netta la risposta agli studi di Montanari: “Tutti i lotti di vaccini immessi in commercio sono testati attraverso una serie di controlli di qualità stringenti e standardizzati da parte di diversi istituti europei, tra cui anche l’Istituto superiore di sanità. I controlli sono complessi e di qualità certificata, non fanno testo osservazioni di singoli studi effettuati in modo estemporaneo e non riproducibili”.
A questo punto la dottoressa Salmaso dovrebbe spiegarsi meglio.
Se su tutti i lotti si effettuano “controlli di qualità stringenti e standardizzati”, come possono essere sfuggiti inquinanti vistosi come le polveri che abbiamo trovato?
Che cosa significa che la qualità è certificata? Se chi certifica i controlli trascura la presenza di polveri di acciaio, di Piombo, di Titanio, di Tungsteno e quant’altro, che razza di certificazione è?
L’ultima sarebbe buffa se non fosse allarmante. Sorvolando su una definizione come “studi effettuati in modo estemporaneo e non riproducibili” che indicano con tutta evidenza una mancata informazione (e mi fermo qui, augurandomi che la dottoressa abbia la prudenza d’informarsi prima di sparare altre stravaganze), ci spiegherà la dottoressa Salmaso come mai su 20 campioni di 20 vaccini diversi prodotti da case diverse in tempi diversi e analizzati in momenti diversi c’era costantemente la presenza di polveri inorganiche non biodegradabili, non biocompatibili, certo non indicate nel bugiardino? Perché rilevazioni oggettive rivelatesi positive in 20 casi su 20 non farebbero testo? Anche ammettendo che si sia trattato di 20 coincidenze su 20 (roba che, se fosse così, mi metterei a giocare al Totocalcio), che cosa pensa la dottoressa che accada se s’inietta quella roba in 20 soggetti, magari bambini?
Se mi si permette un parere, davanti a un risultato del genere, estemporaneità o non estemporaneità, un istituto che pretenda credibilità si sarebbe dovuto attivare immediatamente per valutare un aspetto che evidentemente non ha mai considerato. Potrei andare oltre ma preferisco fermarmi qui. Sappia solo la dottoressa Salmaso che a lei è affidato un compito importantissimo di protezione della salute pubblica e che qui contano solo i fatti. E, magari, un po' meno di presunzione o, se preferisce, un po' più di modestia non avrebbe guastato. Non per lei, ma per tutti.

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